lunedì 28 giugno 2010

Trasloco: la terza cosa più stressante della vita

Mi dicevano che il trasloco, dopo la morte di un figlio e quella del coniuge, sia la terza cosa più stressante nella vita.

Mah!

Sto già al terzo trasloco e mezzo e non mi sembra sia così tragico. Basta organizzarsi, usare scatole piccole e riempirle con criterio.

Nei traslochi passati, se mi serviva qualcosa che era imballato, trovavo sempre lo scatolone giusto (tranne nel secondo trasloco quando ho dovuto comprare una tronchesina per sostituire quella dispersa).

E non mi stressa neanche il fatto che al costruttore ho dovuto dare una lista di venti cose che non vanno in casa.

Tranquilla e organizzata.

La pensavo così fino a tre giorni fa.

Poi sono arrivati i miei.

.

.

.

E ho deciso di eleggere il mio terzo posto della classifica “La cosa più stressante della vita”:

Altri che decidono cosa, come, quando fare le mie cose, senza chiedere ma imponendo, stravolgendo i miei piani.

 

Mi sento di capire pienamente Michael Douglas in “Un giorno di ordinaria follia”.

 

Chiusa in ufficio ovvero C'era una volta

Serafina s’è portata a casa le chiavi dell’ufficio e a me tocca rimanere chiusa qui durante la pausa pranzo.

Per passare il tempo avvio la Dama su Internet di Windows XP: nessun altro giocatore.

Provo con Messenger sul telefonino: non trovo neanche un utente connesso.

Tutti su FB… tranne me che tento di scrivere cazzate sul mio blog.